Marco Santucci

… … …

Spurghi e conseguenze sulla Pressione Effettiva

Spurghi e conseguenze sulla Pressione Effettiva

Risposta al commento proposto dal Sig. Salvatore.
di Santucci Marco

Per dare una risposta che abbia fondamento al quesito proposto da Salvatore, mancano molte informazioni necessarie:

  • che tipo di generatore è montato in quell’impianto,
  • a quale pressione o range di pressione lavora,
  • che tipo di vapore genera (saturo o surriscaldato),
  • come viene regolato il carico termico (visto che bruciamo scarti),
  • come e dove viene utilizzato il vapore prodotto,
  • che tipo di depurazione viene utilizzata,
  • quale è la percentuale di reintegro,
  • ecc…

Tuttavia il pensiero di Salvatore (la salinità dell’acqua) non è sicuramente la causa che come effetto genera innalzamento di pressione.

Per cercare di capire quello che succede nelle nostre macchine dobbiamo rinfrescare alcuni concetti di fisica, ed effettuare un serio approfondimento sui contenuti termici dei fluidi utilizzati.

Supponiamo che in quell’impianto, il regime di fuoco (carico termico) generato nell’avanforno sia sempre al massimo e sostanzialmente costante nell’arco della giornata, e supponiamo che venga prodotto vapore saturo alla pressione di 25 Ate successivamente surriscaldato per essere utilizzato in una turbina.

Per una questione di esemplificazione non terremo conto del vapore surriscaldato, ma dovremo tener solo presente che, per il tipo di utilizzo, non sia ammissibile stare a pressioni diverse da 25 Ate.

Salvatore afferma che in un turno di lavoro, avviene uno spurgo continuo e il generatore mantiene la pressione ottimale di utilizzo, mentre nel turno successivo dove non si effettuano spurghi la pressione tende a salire al punto che per riportarla nel giusto range di lavoro si deve tornare ad effettuare spurghi.

Il convincimento di Salvatore è che l’aumento di salinità, causato dalla non effettuazioni di spurghi, determini l’aumento “indesiderato” di pressione.

Chiaramente, Salvatore è in errore.

Cerchiamo di capire con due disegni esplicativi, e una serie di dati inventati a proposito, ciò che succede alla pressione nei due diversi momenti della giornata.

spurghi

In questa prima fase, dove vengono effettuati spurghi, l’energia termica fornita dall’avanforno è sufficiente a garantire all’utilizzatore tutta l’energia necessaria (23 t/h di vapore surriscaldato a pressione e temperatura costanti) e garantisce che l’effettuazione di spurghi (che nell’esempio ho ipotizzato in 2 t/h ) possa essere eseguita senza abbassamenti di pressione.

Nel turno successivo, invece, il calore prodotto nell’avanforno, che è di pari valore, deve garantire solo l’energia necessaria all’utilizzatore (23 t/h di vapore surriscaldato a pressione e temperatura costanti).

spurghi

Mettendo a confronto i diversi momenti, registriamo che c’è una differenza (esubero) di energia termica disponibile; nel turno di mattino questo surplus di energia è servita per scaldare 2 t/h d’ acqua immessa nel generatore e poi scaricata come spurgo a 228°C (corrispondenti alla temperatura del vapore saturo a 25 Ate cioè a 26 Ata), che nel turno pomeridiano, non essendo spesa in spurghi, si trasforma in un aumento di pressione.

Spero di aver colto il senso della domanda di Salvatore, e comunque per qualsiasi approfondimento, non esitate a contattarmi.

leggi l’intero documento: Spurghi e conseguenze sulla pressione effettiva

Nessun Commento »

Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.


Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..

Lascia un commento

Devi eseguire il login per inviare un commento.