Marco Santucci

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Il lavoro a turni per i professionisti sanitari

Ci sono delle aziende che, per molteplici motivazioni (tecniche, economiche o istituzionali), ricorrono ad un modello produttivo su più turni di lavoro.
Tale modello organizzativo può prevedere due, tre o quattro turni, idonei a coprire una parte o l’intero orario giornaliero.
La maggior parte delle aziende che svolge la propria attività utilizzando più turni giornalieri, interrompe la turnazione nel fine settimana quando l’attività viene sospesa.
Ci sono però, anche aziende che, per il tipo di attività svolta, sono in funzione 24 ore al giorno, tutti i 365 giorni dell’anno.
In questo ultimo caso, è semplice realizzare un modello di turnazione che garantisca la necessaria presenza in servizio, ma è estremamente complicato, che tale modello garantisca al dipendente un’alternanza accettabile di spazi temporali dedicati al lavoro e riservati alla vita privata.
Nella molteplicità di tipologie organizzative esistenti, spesso vengono utilizzati modelli che rispondono solo alla realizzazione del debito contrattuale senza curarsi né della necessaria presenza in servizio, ne tanto meno di quale disposizione abbia minor impatto con la vita privata dei propri dipendenti.

I CCNL delle varie categorie professionali hanno tentato, nel tempo, di dare delle indicazioni sui criteri da seguire nella costruzione dei modelli di turnazione.
Tali indicazioni avrebbero dovuto garantire ai lavoratori/professionisti la fruizione di periodi di riposo cadenzati, in modo da soddisfare almeno i bisogni più elementari.
Si sono fatti molti studi, in proposito, quasi tutti orientati alla ricerca del modello che garantisse il recupero psicofisico o, eventualmente diretti alla tutela della azienda dal punto di vista del risk management.
Anche le leggi scaturite dal recepimento di norme europee (Dl 66 del 2003) sono costruite sempre verso la tutela di quei lavoratori che svolgono manovalanza o operazioni ripetitive nel tempo dove la fatica fisica è la componente da tener in maggior considerazione.
Certe norme sono però cosi rigide che spesso ledono la libertà di altri lavoratori, (spesso professionisti) che svolgendo attività più concettuali che manuali, si trovano a dover subire organizzazioni, dettate dalla norma, quando potrebbero avvalersi di organizzazioni rispondenti alla massima qualità dell’attività e dalla miglior fruizione di spazi dedicati alla vita privata e di relazione.

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