Marco Santucci

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Approccio alla conoscenza dei costi di produzione

Attraverso i dati forniti dalla contabilità generale, utilizzando la contabilità analitica, si possono estrapolare dati atti a stabilire quale è il margine di contribuzione e il relativo risultato operativo dei prodotti o dei servizi realizzati.

Per fare questa operazione è però necessario sapere quali sono le imputazioni dei costi variabili (mano d’opera, energia, materia prima, provvigioni) e questo è il primo vero gradino da superare.

Per conoscere il costo variabile energetico, possiamo montare dei contatori alle singole macchine utensili (ad uso interno); per conoscere il costo variabile determinato dalle materie prime, possiamo fare un elenco con una attenta valutazione di tutte le componenti del prodotto (considerando anche gli sprechi di materia prima dovuti alle lavorazioni); le provvigioni hanno una incidenza percentuale.

Il costo di “mano d’opera”, crea invece grossa difficoltà di imputazione.

Se tempifichiamo una o più fasi produttive otteniamo dei tempi che, moltiplicati per il valore di ogni ora passata a produrre, ci fornisce il coso di manodopera.

Supponiamo che per la fabbricazione di un prodotto  abbiamo rilevato un tempo di 80 ore, e supponiamo che ogni dipendente abbia una paga oraria lorda di 10,00 Euro.

Avremo così imputato un costo di manodopera pari a 800,00 Euro, ma purtroppo questa attribuzione è molto distante dal reale.

Il dipendente in questione, infatti, oltre ad avere un salario mensile lordo di 1560,00 Euro, per un debito contrattuale mensile di 156 ore (10,00 Euro l’ora), ha anche diritto alla previdenza che supponiamo sia nell’ordine del 41%.

Il suo salario mensile aggiunto alla previdenza sarà quindi arrivato a 2.200,00 Euro e la sua paga oraria avrà raggiunto la cifra di 14,10 Euro l’ora (2.200,00 Euro diviso 156 ore).

Applicando tale valore orario, il nostro prodotto ha raggiunto un costo variabile pari a 1.128 Euro (80 ore per 14,1 Euro ), ma purtroppo anche questa imputazione è sbagliata.

Il nostro dipendente, infatti, gode di un mese di ferie e di alcuni giorni di festività infrasettimanali pagate (consideriamole globalmente pari a 6 settimane).

Questa nuova riflessione incide sul tempo di costruzione, infatti il nostro ipotetico prodotto sarebbe realizzato in 80 ore se il nostro dipendente fosse sempre presente ma abbiamo stabilito che il dipendente deve essere considerato produttivo solo 46 settimane su 52.

Alla luce di questa osservazione, dovremo adattare a questa clausola contrattuale, le 80 ore previste in partenza, che diverranno  cosi 90,4 ore.

Applicando tale tempo di costruzione, il nostro prodotto ha raggiunto ora un costo variabile paria a (90.4 ore per 14,1 Euro l’ora ) 1.275,00 Euro, ma purtroppo, manca ancora qualche cosa.

Anche nelle aziende più attente alla sicurezza accadono piccoli infortuni e inoltre, purtroppo, tutti i nostri dipendenti possono ammalarsi.

Ogni tipo di azienda ha un suo standard percentuale di assenze per malattia ed infortuni supponiamo che, nel nostro ipotetico caso, sia  pari al 6%.

Anche questa considerazione, incide sul tempo di produzione; infatti il nostro ipotetico prodotto, nel caso in cui il nostro dipendente fosse assente per il 6% del tempo, sarebbe in realtà costruito in 95,8 ore.

Rifacendo il calcolo del costo variabile di manodopera possiamo notare che siamo passati dalla prima ipotesi di 800,00 Euro a questa ultima che presume 1.351,00 Euro (95.8  ore per 14,10 Euro l’ora).

Se fossimo partiti subito con la Contabilità analitica senza aver utilizzato prima  il banale “Costo Orario aziendale” avremmo commesso errori abbastanza influenti.

Non  ci scoraggiamo, tutto questo  lungo esempio serve solo a far capire che prima di usare sistemi evoluti per controllare i nostri costi, ci dobbiamo avvalere di strumenti semplici che ci forniscano dati anche grossolani,  ma certi.

In questi paragrafi precedenti si è cercato di dare enfasi a quanta attenzione sia necessario dare ai dati riguardanti la manodopera diretta.

Infatti tutti i costi aziendali vengono recuperati attraverso il buon uso della manodopera diretta.

Ogni piccolo Imprenditore, soprattutto se l’impresa supera certe dimensioni (più di 5 dipendenti), deve acquisire una mentalità gestionale e avere bene chiara la dinamica dei costi-ricavi aziendali.

Tale mentalità-conoscenza, opportunamente guidata da un esperto metterà in condizione l’imprenditore di conoscere il reale costo orario della propria Azienda.

Si arriverà a tale determinazione attraverso i dati forniti dalla diligente tenuta della contabilità generale e il confronto con il responsabile della produzione che darà informazioni certe sull’utilizzo della manodopera.

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