Marco Santucci

… … …

PRATICA E TEORIA nella gestione di un impianto di generazione di vapore

Senza il matrimonio tra pratica e teoria non ci sono miglioramenti per le aziende e alla figura del conduttore rimane il valore di un semplice manutentore.

Si ritorna purtroppo alla competenza; questo termine esprime il sapere, il saper fare, il saper essere.

Facciamo un esempio, su operazione quotidiane.

Se abbiamo un impianto di generazione realizzato con generatori a grande corpo di grossa potenzialità e abbiamo un impianto di addolcimento acque, a scambio di base, sicuramente per mantenere in caldaia i livelli di alcalinità consigliati, spurghiamo molte volte nell’arco della giornata, o se abbiamo un impianto serio adottiamo uno spurgo continuo comandato da un conduttimetro.

Abbiamo mai fatto considerare alla Direzione aziendale che quelle calorie perse potrebbero essere riutilizzate!! … Ma soprattutto alla intuizione avuta, abbiamo saputo poi far seguito, portando concretamente il dato del possibile risparmio nell’utilizzo di quelle calorie?

Dobbiamo capire che la quantità percentuale di spurghi dipende esclusivamente da 2 fattori:

  • La concentrazione di sali (ppm) dell’acqua di alimentazione
  • La percentuale di vapore utilizzato senza possibilità di essere ripreso come condensa.

Analizziamo due casi limite

Se noi avessimo un impianto che recupera tutto il vapore prodotto, sotto forma di condensa, non avremmo aumenti di concentrazione in caldaia e di conseguenza non dovremmo effettuare spurghi.

Al contrario se noi non recuperassimo alcuna condensa ma avessimo acqua di alimento priva di sostanze disciolte (distillazione o demineralizzazione) non avremmo aumenti di concentrazione in caldaia e di conseguenza non dovremmo effettuare spurghi.

In realtà noi abbiamo sempre una certa percentuale di reintegro per vapore perso durante il processo produttivo e avremo sempre almeno una piccola quantità di sostanze disciolte nell’acqua di alimento

L’unico sistema possibile per avere sotto controllo la quantità degli spurghi eseguiti consiste nel calcolo della quantità Q % di spurghi da effettuare (inteso come quantità percentuale di acqua da sostituire con acqua nuova di alimento).

Facciamo un esempio di calcolo supponendo di avere queste informazioni:

  • q M Alcalinità (sali) in ingresso (concentrazione nell’acqua addolcita di alimento) 150 ppm
  • q M.tot Alcalinità (sali) max.caldaia (concentrazione massima in caldaia) 1.000 ppm
  • q R Reintegro rispetto al recupero condense (percentuale) 40 %

esempio di calcolo

esempio di calcolo

Questo significa per questo ipotetico generatore avrei dovuto spurgare il 6,383% di acqua
Supponendo che il generatore in questione lavori ad una potenzialità media di 10.000 Kg./h di vapore dovrei effettuare spurghi:
esempio di calcolo

Supponiamo che il generatore in questione lavori ad una pressione media effettiva di 10 Ate e che gli spurghi devono essere considerati vapore saturo a titolo 0 (zero) cioè completamente umido, guardando la tabella di entalpia del vapore saturo si osserva che ogni Kg.  di acqua spurgata porta via 185,7 Kcal.

Questo significa che nel nostro ipotetico caso perderei in spurghi circa 118.500 Kcal/h.  

In “soldoni” vanno persi circa m3 13,0 di metano l’ora; (supponendo che l’impianto lavori 12 ore/gg.)  vanno persi circa m3 160,0 di metano al giorno, pari a circa m3  50.000 di metano l’anno.

Quello che abbiamo scritto sopra, come esempio di calcolo, deve farci riflettere su quanto sia importante saper argomentare le intuizioni che vengono dalla pratica quotidiana.

Abbiamo potuto fare questi calcoli dicendo che la nostra percentuale di reintegro è pari al 40%, ma come possiamo avere nella pratica quotidiana tale informazione?

Servono in realtà solo due contatori d’acqua posizionati in 2 punti particolari dell’impianto.

Ci aiuteremo con lo schema di un semplice impianto di addolcimento.

schema

Il contatore posto nella posizione 2 ci darà la quantità d’acqua trasformata in vapore il contatore in posizione 1 è invece la quantità di reintegro.

Il calcolo: lettura 1 / lettura 2  * 100 esprime direttamente la percentuale di reintegro.

N.B. Questi consumi vanno calcolati su letture mensili o trimestrali in modo che i livelli non considerati dei serbatoi, rappresentino un errore trascurabile.

N.B. Il calcolo:  lettura 2  / ore di funzionamento nel periodo considerato esprime direttamente la Potenzialità media di Utilizzo.

3 Commenti »

Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.


3 Risposte a “PRATICA E TEORIA nella gestione di un impianto di generazione di vapore”

  1. 1

    Giovanni dice:

    Quello degli spurghi di caldaia è un tema molto interessante sulla quale si possono avere margini di miglioramento notevoli se gestito in maniera accurata.
    Ma come si può ottenere un buon sistema di gestione? Attraverso la sensibilizzazione e la formazione del personale?
    Sarebbe interessante approfondire anche l’efficacia dei sistemi di controllo automatico degli spurghi.
    Saluti

  2. 2

    Il sistema migliore di gestione degli spurghi » Marco Santucci dice:

    […] al commento proposto dal Sig. Giovanni. di Santucci […]

  3. 3

    Massimiliano Azzali dice:

    il ragionamento non fa una grinza , ma la mia domanda è : che tipo di acqua è quella che viene spurgata , mi spiego meglio oltre ad essere ovviamente calda è anche ricca di sali , dove posso utilizzare questa acqua senza pericolo di deteriorare altri impianti?

Lascia un commento

Devi eseguire il login per inviare un commento.